Una telefonata ha cambiato la vita di una coppia di Coccaglio, che ha visto svuotarsi il proprio conto corrente di 98mila euro in pochi minuti. Questo racconto, che si conclude con un lieto fine, è un esempio delle insidie delle truffe telefoniche, in particolare del vishing, una pratica che sfrutta tecnologie sofisticate per ingannare le vittime.
Un inganno ben congegnato
La chiamata è giunta nei giorni scorsi nel tardo pomeriggio, con il numero della Banca del Territorio Lombardo di Brescia sullo schermo. «Noi abbiamo il conto alla filiale di Coccaglio», precisano i coniugi, entrambi 69enni. A rispondere è stato il marito, che dall’altra parte del telefono ha udito un uomo con accento neutro, spacciarsi per un incaricato del servizio antifrode. L’uomo ha menzionato un presunto tentativo di prelievo sospetto di 800 euro, avvisando il marito del rischio di furto o clonazione della carta. «Per annullare la transazione, deve inserire un codice», ha detto l’uomo, il quale ha richiesto che fosse ripetuto due volte. Ha anche fornito un numero di telefono per eventuali ulteriori comunicazioni.
Quando la moglie è intervenuta, ha immediatamente percepito che qualcosa non andava. «Non la conosco», ha risposto, chiedendo di fissare un appuntamento in banca. La reazione del truffatore è stata aggressiva: «Adesso ti svuoto il conto» ha minacciato, e purtroppo, le sue parole si sono tradotte in realtà. In pochi minuti, il truffatore è riuscito a trasferire ben 98mila euro, 49mila euro per volta.
Recupero in extremis
Dopo la chiamata, con le banche chiuse, l’unica opzione era bloccare il conto e le carte per prevenire ulteriori danni. Solo la mattina successiva, dopo una notte di angoscia, la coppia ha potuto recarsi in banca e successivamente dai carabinieri. Fortunatamente, grazie alla collaborazione tra l’istituto di credito e i militari della stazione di Cologne, i fondi sono stati recuperati. Il denaro era stato dirottato su un conto di appoggio riconducibile a una persona già nota alla coppia, un professionista edile in Puglia, da cui avevano acquistato materiale per la ristrutturazione della loro seconda casa. Venerdì mattina, il professionista è stato contattato dalla propria banca, allertata dai carabinieri riguardo ai bonifici sospetti.
La tempistica ha giocato un ruolo cruciale nel recupero della somma. Il coordinamento tra banca e Arma ha permesso di riaccreditare i fondi prima che i truffatori potessero effettivamente sottrarli. «Il personale della banca e i carabinieri sono stati eccezionali», ha concluso la donna. I militari, dopo la denuncia presentata, hanno avviato le indagini. Per la coppia di Coccaglio, rimane un’esperienza traumatica, ma anche la determinazione a condividere la propria storia. «Vogliamo che la gente sia vigile. Non ci ha contattato uno sconosciuto, ma il numero della banca, e conosceva anche il nostro nome: abbiamo rischiato di perdere i sacrifici di una vita», hanno concluso.