Scoperta di frodi

Smantellato un sistema di riciclaggio internazionale a Chiari: fatture false per 200 milioni di euro

L'operazione condotta dalla Guardia di Finanza di Lodi ha portato all'arresto di otto persone e al sequestro di 31 milioni di euro.

Smantellato un sistema di riciclaggio internazionale a Chiari: fatture false per 200 milioni di euro

Un ufficio anonimo a Chiari era il centro di gestione di 41 società cartiere, utilizzate per emettere fatture false per un totale di 200 milioni di euro. Questo meccanismo permetteva ad altre aziende di riciclare denaro sporco, proveniente da vari reati. I pagamenti, effettuati per le fatture fasulle, venivano inviati all’estero e successivamente riportati in Italia in contante, trattenendo una commissione del 10%.

 

Un sistema di underground banking

Il sistema, noto e ben collaudato, è stato messo a nudo dal nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza di Lodi. Come riportato da PrimaLodi, l’operazione “Green River” ha portato all’arresto di otto individui, accusati di autoriciclaggio e di emissione e utilizzo di fatture per operazioni inesistenti. Inoltre, sono stati disposti sequestri cautelari per un valore di circa 31 milioni di euro nei confronti di altri 44 soggetti.

Le indagini delle Fiamme Gialle di Lodi sono durate circa due anni, partendo da approfondimenti fiscali su una società fittizia del Lodigiano, una vera e propria “cartiera” che emetteva fatture per operazioni inesistenti per importi elevati. Questo lavoro ha rivelato un sofisticato sistema di “underground banking”, che ha permesso al gruppo di trasferire oltre 200 milioni di euro in Cina, spesso attraverso triangolazioni con paesi europei.

Il sistema consentiva di riciclare proventi di reati di vario tipo, tra cui quelli tributari e quelli legati alla criminalità organizzata, mentre la comunità cinese beneficiava del riciclaggio di ingenti somme derivanti dalle proprie attività economiche. I fondi “ripuliti” venivano rimpatriati in Cina attraverso una compensazione tra il denaro contante restituito agli utilizzatori delle false fatture e i bonifici effettuati sui conti gestiti dal sodalizio.

Il meccanismo era altamente tecnologico, con l’uso di Iban virtuali per mascherare i reali beneficiari e rendere difficile il tracciamento delle fatture false. Alcune società hanno sfruttato le normative di favore per eventi disastrosi, come il Sisma dell’Abruzzo 2009 e la pandemia COVID 2019, per inserire crediti inesistenti nei bilanci e compensare debiti fiscali e previdenziali. Una delle cartiere è stata coinvolta in frodi IVA legate all’importazione di merci dall’India, utilizzando il regime di deposito IVA per posticipare il pagamento dell’imposta.

Arrestato un commercialista

Tra gli arrestati figura anche un commercialista, responsabile della gestione amministrativa e contabile delle imprese coinvolte nel sodalizio. Era lui a predisporre gli F24 delle società beneficiarie delle indebite compensazioni e a redigere la documentazione necessaria per rendere le società formalmente esistenti.

 

Misure cautelari

Gli otto arrestati sono stati posti ai domiciliari, con il “dominus” dell’associazione che deve indossare un braccialetto elettronico.