Funerali di don Eugenio

Funerali di Don Eugenio Riva: una grande affluenza a Chiari

Nel palazzetto "Don Elia Comini" di Samber, il cerimoniale è stato officiato da don Fabio Attard, undicesimo successore di don Bosco e guida della Congregazione a livello mondiale.

Funerali di Don Eugenio Riva: una grande affluenza a Chiari

Funerali di Don Eugenio Riva: una grande affluenza a Chiari.

Affluenza straordinaria

Un lungo e composto applauso, accompagnato da chitarre e cori, ha accolto la bara semplice e austera di Don Eugenio Riva, circondata da ragazzini e sacerdoti salesiani in casula viola, tutti uniti nel saluto a un amico. Martedì 24 marzo 2026, l’istituto San Bernardino di Chiari ha vissuto un momento di grande commozione per il funerale di Don Eugenio, direttore dell’istituto per cinque anni e figura di riferimento per i Salesiani in Italia e nel mondo. Il grande istituto di Chiari, conosciuto come “Samber”, celebra quest’anno il centenario della sua fondazione. Don Eugenio è deceduto domenica 22 marzo 2026, all’età di 74 anni, in un hospice di Brescia, a causa di una malattia che aveva già affrontato in passato.

Omelia di Don Fabio Attard

Le esequie sono state celebrate nel palazzetto “Don Elia Comini” di Samber da Don Fabio Attard, undicesimo successore di Don Bosco e guida della Congregazione a livello mondiale. Durante la sua omelia, Don Fabio ha tracciato un ritratto vivace di Don Eugenio, descrivendo una vita dedicata alla causa dei Salesiani, non solo in Italia. Ha parlato di una preghiera viva e profonda, segno di una fiducia matura in Dio, come evidenziato dalle sue parole:

“Ricordava con commozione le preghiere comunitarie di quando era ragazzo. Proprio qui, a Chiari. La messa quotidiana. Il rosario. Le preghiere della sera”.

La spiritualità salesiana ha sempre rappresentato una parte fondamentale della sua esistenza.

La sua carriera è stata contrassegnata anche da un’importante esperienza di leadership:

“È stato per tre volte ispettore – ha ricordato Don Fabio – per l’ispettoria lombardo-emiliana, l’ispettoria nord-est e poi a Roma”. Don Damasio Medeiros, suo vicario per sei anni, ha sottolineato la sua ascesi quotidiana, caratterizzata da una profonda considerazione per le persone che incontrava. Don Fabio ha aggiunto: “Non è possibile governare in questo modo, senza abitare ed essere nutrito dalla relazione con il Padre celeste”.

Le origini di Don Eugenio a Treviglio

Le radici di Don Eugenio affondano nella sua adolescenza, un periodo cruciale in cui ha preso la decisione di diventare figlio di Don Bosco. In un memoriale scritto due mesi fa, ha ricordato come, negli anni giovanili, avesse già intrapreso questo cammino: “Negli anni giovanili ho maturato la scelta fondamentale della mia vita: diventare figlio di Don Bosco. Anche se in realtà, le radici risalgono ancora al periodo precedente, quando con mio papà, i miei fratelli e mia sorella frequentavamo l’oratorio salesiano di Treviglio. Per me allora c’era posto solo per Don Bosco”. Anche nelle ultime settimane, ha affrontato la sofferenza con serenità, scrivendo anche una preghiera che inizia con: “Gloria al padre, che mi ha fatto dono della vita in una bella famiglia, e poi nella famiglia salesiana”.