Arresti per sequestro

Sequestrato e picchiato a Corsico, arresto anche ad Adro

Il 22enne aveva subito una violenta aggressione a Corsico; gli autori sono stati rintracciati a distanza di mesi.

Sequestrato e picchiato a Corsico, arresto anche ad Adro

La violenta aggressione si è verificata a marzo a Corsico, dove un giovane di 22 anni è stato picchiato a sangue e sequestrato in una pizzeria di Adro. Quattro mesi dopo, le forze dell’ordine hanno identificato e arrestato i responsabili. L’operazione ha coinvolto anche la Franciacorta.

Sequestro e aggressione a Corsico

Venerdì 31 luglio, in un’operazione coordinata dai carabinieri della Compagnia di Corsico, supportati dai Comandi Provinciali di Milano e Brescia, oltre 40 militari hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Milano. Cinque soggetti sono stati ritenuti responsabili di sequestro di persona a scopo di estorsione; quattro di loro sono stati arrestati tra Baranzate (MI) e Adro (BS), mentre un complice è stato fermato in Romania, nel distretto di Brasov.

La dinamica dell’aggressione

In marzo, i carabinieri erano stati allertati da alcuni avventori di un bar a Corsico che avevano assistito a una brutale aggressione ai danni di un ventiduenne. Il giovane era stato colpito con una mazza da baseball per un presunto debito e poi sequestrato. Grazie a un’efficace attività investigativa condotta dai militari del Nucleo Operativo e Radiomobile, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) di Milano, è emerso che il ragazzo era stato tenuto prigioniero nei locali di una pizzeria di Adro, di proprietà di uno degli indagati. La sua detenzione è durata fino a quando i familiari non hanno pagato un riscatto di mille euro e lui è stato costretto a firmare cambiali egiziane per un ammontare di 8mila euro. Dopo due giorni di prigionia, il giovane è stato finalmente liberato. Durante l’interrogatorio, ha fornito informazioni chiave per le indagini.

Un’indagine articolata

L’identificazione dei colpevoli è stata possibile grazie a metodi di controllo del territorio, uniti a moderne tecniche investigative, come l’analisi dei tabulati telefonici e la localizzazione delle celle utilizzate dagli indagati. L’operazione ha anche portato all’emergere di gravi indizi contro due donne, una trentanovenne e una ventinovenne, parenti di due degli arrestati, che avrebbero agevolato la fase estorsiva del reato, chiedendo denaro ai familiari e gestendo un conto corrente per la movimentazione delle somme. I quattro arrestati in Italia sono stati trasferiti al carcere di San Vittore, mentre l’uomo catturato in Romania è in attesa di estradizione verso l’Italia.