Consiglio in fermento

Il progetto di un nuovo impianto di asfalti a Lodetto suscita discussioni in Consiglio

Il sindaco rassicura, ma le opposizioni chiedono chiarimenti sull'impatto ambientale del nuovo impianto

Il progetto di un nuovo impianto di asfalti a Lodetto suscita discussioni in Consiglio

Il Consiglio comunale di giovedì 5 marzo, che potrebbe essere uno dei ultimi sotto la guida del sindaco Tiziano Belotti, ha evidenziato le tensioni legate alla campagna elettorale. Tuttavia, a differenza di incontri precedenti caratterizzati da toni accesi e attacchi personali, si è assistito a un confronto più rispettoso e costruttivo. La discussione ha preso avvio dalla ratifica e approvazione di variazioni al Bilancio di previsione, con particolare attenzione rivolta al nuovo impianto per la produzione di conglomerati bituminosi a Lodetto.

Il progetto dell’impianto a Lodetto

Il progetto, noto come ATP9 – Conazzoli, è stato presentato dalla società Giudici spa, con sede a Rogno, Bergamo. Si prevede che l’impianto occupi una superficie di 73.053,40 metri quadrati in via Milano a Lodetto. Il sito produttivo sorgerà nel lotto 1 e comprenderà non solo l’impianto stesso ma anche altre strutture necessarie per l’attività. Inoltre, l’azienda si impegnerà a realizzare una pista ciclabile per la comunità, con un costo stimato di circa 513mila euro.

Durante la seduta, il sindaco Belotti ha cercato di tranquillizzare i presenti. “La delibera è stata approvata nel 2025, seguita da comunicazioni ai capigruppo – ha affermato – Non comprendo perché la polemica emerga solo ora. Questo impianto, classificato come attività di categoria 1, presenta la stessa pericolosità di altri impianti già presenti in zona, come una macelleria. Non si tratta di nulla di scandaloso. La struttura sarà ubicata a circa un chilometro dal centro di Lodetto e a distanze ragionevoli dalle abitazioni circostanti. È un impianto moderno, con autorizzazione rilasciata dalla Provincia, un procedimento comune per molte aziende della zona. Ci tengo a sottolineare che tutte le opere realizzate negli ultimi anni sono ereditate da precedenti amministrazioni, senza alcuna nuova area produttiva proposta da me.”

Le preoccupazioni delle opposizioni

Il capogruppo di Rovato Domani, Stefano Fogliata, ha evidenziato che le minoranze avevano già sollevato la questione: “Non è vero che ci siamo svegliati solo adesso – ha detto – Ne abbiamo discusso in Commissione a novembre e ho chiesto chiarimenti in Consiglio senza ricevere risposte.” Anche il consigliere del PD, Alessandro Botticini, ha espresso preoccupazione per l’impatto ambientale dell’impianto, richiedendo dati specifici. Belotti ha ribadito che “non ci sono segreti. Possiamo recarci insieme in Provincia per chiarire eventuali pericoli. Nessuno desidera avere industrie vicino a casa, ma questo non è catrame, è bitume. Come sindaco, ho semplicemente designato quell’area per la trasformazione, mentre il resto non è sotto la mia giurisdizione.” Fogliata ha replicato: “Il sindaco non può fermare il progetto, ma ha il dovere di comunicare con i cittadini.”

La consigliera Valentina Remonato (Rovato 2020) ha messo in guardia sulla proiezione del fondo cassa, che ha subito un’erosione della liquidità di oltre il 50% in un anno. Ha auspicato una programmazione lungimirante capace di affrontare le sfide contemporanee: “La politica dovrebbe considerare le conseguenze future delle proprie decisioni, lavorando per migliorare la vita delle persone nel presente e nel futuro.” Rimarca il fatto che i dati non dovrebbero essere un ostacolo al dibattito, lamentando la mancanza di confronto in Consiglio.

Assemblea pubblica per approfondire

Per discutere ulteriormente il progetto dell’impianto, è stata organizzata un’assemblea pubblica dai cittadini di Lodetto, in programma mercoledì 18 marzo alle 20.30 presso l’oratorio della frazione. Interverrà un esperto di Legambiente.